saluto al sole

Surya Namaskara, il saluto al sole

Surya Namaskara, il saluto al sole, divenne parte integrante della pratica nel 1930 circa, grazie al lavoro di K. V. Iyer e Y. Krishnamacharya. Oggi viene praticato in molti stili yoga e rappresenta un ottimo modo di iniziare gran parte delle pratiche di yoga. Vediamo insieme le informazioni importanti da sapere per un corretto studio del Surya Namaskara.

Il saluto al sole: etimologia e significato di Surya Namaskara

Il professore Gianfranco Bertagni, insegnante della scuola di filosofia orientale di Bologna, ha condotto uno studio sulla storia e l’evoluzione del Surya Namaskara. Secondo ciò che riporta, sembra accertato che l’origine del saluto al sole non sia molto antica, così come si pensava. Ancora oggi, però, i tradizionalisti indiani sostengono che Surya Namaskara risalga a 2500 anni fa.

A quei tempi, infatti, la società indiana usava fare dei rituali all’alba, con recitazione di mantra, offerte di riso, di fiori e d’acqua. Inizialmente, quindi, i saluti al sole non erano formati da posture fisiche, bensì da mantra, cioè da canti. Secondo Ganesh Mohan, insegnante di yoga ed esperto di terapia yoga di fama mondiale, i mantra vedici venivano cantati al sorgere del sole, con una pratica che comprendeva 132 passaggi e che richiedeva più di un’ora di recitazione.

Ad ogni passaggio si eseguiva una prostrazione completa a terra, con tutto il corpo e a faccia in giù, in direzione del sole, come simbolo di devozione. Probabilmente, in questi passaggi c’è un accenno di ispirazione di quelle posizioni del corpo che formano il Surya Namaskara moderno. Come dice anche Mohan, però, nei testi tradizionali dello yoga non c’è alcun riferimento a sequenze di asana chiamate saluto al sole.

Non si sa con precisione, dunque, se questa adorazione mattutina con i mantra sia legata al Surya Namaskara praticato oggi. Alcuni storici dello yoga, poi, danno un’interpretazione diversa delle origini mitiche del saluto al sole, che avrebbe, invece, origine nel XX secolo. Si ha una prima testimonianza nelle pubblicazioni di Bhavanarao Pant Pratinidhim (1868- 1951), che vedeva nella sequenza una pratica presentata come alternativa indiana agli stili ginnici europei.

Già nel 1898, quando era ministro del governo, richiese che venisse insegnata in tutto lo Stato. Gradualmente, dunque, il Surya Namaskara divenne un esercizio di allungamento e rafforzamento di muscoli e articolazioni, una pratica per lavorare sull’interezza del corpo.

La diffusione del Surya Namaskara

Nel corso del tempo, le prime sequenze di Surya Namaskara si diffusero gradualmente, con alcune modifiche, fino ad arrivare a quello attuale. Nel XX secolo, la notorietà di questa sequenza continuò a crescere, soprattutto a Mysore, grazie agli insegnamenti di Krishnamachary.

Quest’ultimo, negli anni ’30, insegnava yoga e dirigeva una classe di istruzione fisica preparatoria allo yoga in cui gli allievi praticavano il saluto al sole e altri esercizi ginnici provenienti anche da altri sport. Successivamente, Krishnamacharya presenta il Surya Namaskara nel testo Yoga makaranda, nel 1934, influenzato anche dalla tradizione ginnica e dalle arti marziali praticate nella casa reale di Mysore.

Nel parlare di questa sequenza, si sofferma sul respiro e sulla devozione, distinguendo il suo insegnamento degli asana dello yoga dalla dimensione puramente atletica.

Cos’è il saluto al sole

Cos’è, dunque, il saluto al sole? È una sequenza dinamica formata da 12 asana, eseguiti in modo fluido e seguendo il ritmo del respiro, come se fosse una coreografia. In genere, ad ogni movimento di apertura del corpo corrisponde un’inspirazione e ad ogni chiusura corrisponde un’espirazione. La respirazione viene effettuata sempre solo dal naso, sia in fase di inspirazione sia in fase di espirazione.

Questa sequenza fa parte dell’Hatha Yoga tradizionale e include una serie di posizioni che richiedono consapevolezza. In genere, può essere eseguito da tutti, anche da chi non pratica da molto tempo o da chi non ha mai praticato, magari facendo delle modifiche ai vari asana, per adattarli alla fisicità e alle esigenze di ognuno.

In una lezione di gruppo, il saluto al sole aiuta a creare unione, dal momento che tutti gli allievi si muovono e respirano insieme, coordinandosi tra loro, come in una coreografia. Il Surya Namaskara è ottimo per riscaldare tutto il corpo, ammorbidire i muscoli, aprire le articolazioni, stimolare il sistema neurologico, circolatorio e i canali energetici sottili. In questo modo, l’allievo accresce la consapevolezza e la sincronizzazione con il respiro, la mente e lo spirito.

Cosa significa Surya Namaskara e quali sono i benefici

Cosa significa, dunque, Surya Namaskara? Surya vuol dire, precisamente, sole, mentre namaskara significa saluto. I suoi benefici sono molteplici e, per questo, viene eseguito solitamente all’inizio della pratica, anche come riscaldamento. Il saluto al sole è, dunque, ottimo per iniziare a connettere consapevolmente il respiro al movimento del corpo, per riscaldare la muscolatura e prepararla a tutti gli altri asana della lezione.

Tra le varie tipologie di Surya Namaskara, c’è anche quello più potente, adatto ad allievi più esperti, che permette di sperimentare più a fondo i movimenti del corpo. Partendo dal saluto al sole, poi, è possibile creare altre sequenze fluide, come quella del guerriero danzante, per concentrarsi su aree specifiche del corpo e per preparasi a specifiche posizioni.

Le varie tipologie di Surya Namaskara

Esistono numerose varianti e adattamenti del Surya Namaskara. Janita StenHouse, nel suo libro Sun Yoga (2001), parla di venticinque varianti. Oggi, si discute spesso su quale sia l’autentico saluto al sole e ci sono vari difensori dell’uno e dell’altro.

A ciascuna forma, poi, si possono applicare una serie di varianti e di modifiche che permettono di adattare la pratica alle capacità fisiche di ognuno, alle proprie esigenze e ai propri bisogni.

Il Surya Namaskara classico

Come accennato, il saluto al sole è un ottimo modo di iniziare la pratica di yoga, perché con gli asana che formano la sequenza si va a lavorare sul radicamento, sull’estensione, sul riscaldamento e sull’allungamento dei muscoli.

Il saluto al sole classico consiste nel passare in modo fluido attraverso gli asana che lo compongono, mantenendo ognuno di essi per la durata della pausa naturale tra i respiri.

Il Surya Namaskara A

Il Surya Namaskara A comincia e termina allo stesso modo del saluto al sole classico, ma vengono introdotti degli elementi nuovi, come chaturanga dandasana e urdhvamukha svanasana. La sequenza del saluto al sole A risulta leggermente più impegnativa rispetto al surya namaskara classico ma, con il tempo e con la pratica, risulterà sempre più semplice e fluido. Quando ci si sentirà sicuri della sequenza e si riuscirà ad eseguirla senza sforzi, sarà possibile raggiungere l’obiettivo di eseguire cinque cicli di surya namaskara senza interruzioni.

Il Surya Namaskara B

Infine, il Surya Namaskara B comprende due asana in più rispetto ai precedenti: utkatasana e virabhadrasana. Questa tipologia di saluto al sole viene praticato sempre nello stile Ashtanga Vinyasa Yoga, diffuso da Pattabhi Jois. Solitamente, viene praticato per cinque volte dopo il surya namaskara A.

Come si esegue il saluto al sole

Come abbiamo visto, esistono diverse varianti del saluto al sole e, a volte, questa varianti cambiano ulteriormente a seconda della scuola e della tipologia di yoga. Non solo: puoi variare le posizioni secondo la condizione fisica del momento, anzi, è sempre consigliato effettuare delle variazioni secondo il proprio stato fisico ed emotivo.

È possibile anche accelerare o rallentare a seconda di come ci si sente in quel preciso momento oppure a seconda del momento della giornata in cui lo si esegue. Ad esempio, la sera è preferibile fare una pratica lenta e rilassante, per prepararsi al sonno.

Anche se le varianti del surya namaskara sono tante, però, le tre più conosciute restano la base di tutte le lezioni di yoga. Vediamo insieme, ora, come si eseguono le varie tipologie di saluto al sole.

Come si esegue il Surya Namaskara classico

Si inizia partendo da Tadasana, la posizione della montagna. Inspirando, allunga le mani in alto ed espirando piegati in avanti, in Uttanasana. Inspira e porta indietro una gamba in Ashwa Sanchalanasana, la posizione equestre. Espira ed entra in Adho Mukha Svanasana, il cane a testa in giù.

Da qui, passa nella posizione degli 8 punti, Ashtanga Namskarasana. Inspirando, entra nella posizione del cobra, Bhujangasana e poi, espirando, torna in Adho Mukha Svanasana. Inspirando, torna in Ashwa Sanchalanasana, espira e rientra in Uttanasana. Infine, espirando, ritorna in Tadasana.

Come si esegue il Surya Namaskara A

Inizia entrando in Tadasana, la posizione della montagna. Inspirando, allunga le braccia verso l’alto e piegati in avanti in Uttanasana. A questo punto, durante l’espirazione, entra in Chaturanga Dandasana, la posizione del bastone.

Inspirando, entra in Bhujangasana, la posizione del cobra. Espira ed entra in Adho Mukha Svanasana. Inspirando, porta i piedi tra le mani, facendo dei passi o un saltello. Espira ed entra in Uttanasana. Infine, torna in Tadasana.

Come si esegue il Surya Namaskara B

Inizia in Tadasana, la posizione della montagna. Inspira ed entra in Utkatasana, la posizione della sedia. Espirando, piegati in avanti in Uttanasana. Inspira ed allungati in avanti, assumendo, poi, Chaturanga Dandasana, la posizione del bastone. Inspira e vai in Bhujangasana, la posizione del cobra.

Espirando, vai in Adho Mukha Svanasana, la posizione del cane a testa in giù. Espirando, porta un piede tra le mani ed entra in Virabhadrasana 1, la posizione del guerriero 1.

Da qui, si eseguono di nuovo le posizioni Chaturanga Dandasana, Bhujangasana e Adho Mukha Svanasana per due volte, prima di entrare in Uttanasana. Espirando, assumi Utkatasana e, infine, torna in Tadasana.

108 saluti al sole

La tradizione di effettuare 108 saluti al sole fa riferimento alle celebrazioni in onore del ciclo della luce, durante i solstizi. Perché proprio 108? Nello yoga, questo numero è ricorrente. Anche la tradizionale ghirlanda chiamata Mala, ad esempio, ha 108 perline.

Molte sono le risposte e tutte fanno riferimento alla numerologia. 108, ad esempio sono le Nadi, i canali energetici che si incontrano nel chakra del cuore, Anahata. In sanscrito, poi, ci sono 54 lettere maschili e 54 femminili, il cui totale fa 108.

Nell’esecuzione dei 108 saluti al sole, il corpo entra in uno stato di meditazione, nell’esecuzione continua degli stessi movimenti. Inoltre, si inizia a produrre calore, bruciando tossine e, quindi, purificandosi.

La devozione di questa pratica yogica aiuta a centrarsi e ad accrescere la spiritualità, portando ad una pratica trasformativa su molti livelli.

Redazione

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