hatha yoga

Hatha Yoga: le origini, la pratica, benefici e controindicazioni

Lo yoga è una pratica quotidiana, una filosofia di vita che affonda le sue radici nel tempo: la sua storia, infatti, risale a circa cinquemila anni fa. Molte informazioni su questa pratica fisica, mentale e spirituale ci sono pervenute da popoli primitivi, che seguivano lo yoga per giungere alla consapevolezza dell’unità, che è alla base di tutte le cose, e dell’identità essenziale di ogni individuo. Lo yoga, nel tempo, ha sempre mantenuto un approccio pragmatico anche se, in questo pragmatismo, si è addentrato in regioni assai più sottili di quelle esplorate dalle scienze fisiche.

Quello che è nato come yoga, poi, si è suddiviso in tante tipologie di pratica, che differiscono per alcuni aspetti, ma hanno una base in comune, a partire dall’idea di unione di mente, corpo e spirito. Tra questi vari stili, troviamo l’Hatha Yoga, forse uno tra i più conosciuti nel mondo occidentale.

Origini e significato dell’Hatha Yoga

Il termine yoga, come abbiamo più volte evidenziato, significa unione. Cosa significa, invece, Hatha? In sanscrito, questo termine ha un duplice significato. Innanzitutto, significa sforzo, riferendosi allo sforzo mentale e fisico necessari per affrontare la pratica quotidiana. Per ottenere risultati duraturi, infatti, è necessario uno sforzo quotidiano affinché i benefici dello yoga vengano assimilati dal corpo e dallo spirito e questo è possibile solo con la perseveranza.

L’Hatha Yoga ha origine dal tantrismo, da cui hanno poi avuto origine anche il Mantra e il Kundalini Yoga. In linea generale, il tantrismo è una pratica che unisce tecniche ritualistiche e lo yoga. Il primo testo ufficiale di Hatha Yoga, con descrizioni delle posizioni e delle tecniche, viene attribuito a Svatmarama e risale al 1400 d.C. Da quel momento, si è continuato a parlare e a scrivere di Hatha Yoga fino ad oggi e il suo insegnamento si è evoluto nel tempo, dividendosi in altre discipline, tutte con la stessa base in comune.

Quando si parla, infatti, di Iyengar Yoga, Ashtanga Yoga, di Bikram Yoga o Yin Yoga, si intendono tutte tipologie di yoga che derivano dall’Hatha.

Cos’è l’Hatha Yoga

Cos’è, dunque, l’Hatha Yoga? Può essere considerato lo yoga dello sforzo. Un’altra interpretazione è collegata al termine sole, associato alla radice ha. Il sole, in genere, è associato all’energia maschile, che scorre nel canale destro del nostro corpo, una delle nadi, chiamata Pingala. La desinenza tha, invece, fa riferimento alla luna, all’energia femminile che scorre nel canale sinistro, Ida.

È chiaro, quindi, che il termine Hatha racchiuda in sé le due energie, maschile e femminile, che scorrono nelle due nadi principali, Ida e Pingala. In questo senso, l’Hatha Yoga rappresenta una pratica che ha come scopo quello di ricercare e coltivare l’equilibrio delle due energie, attraverso la pratica di asana, pranayama e meditazione.

L’equilibrio dell’energia

Nel nostro corpo ci sono due canali nervosi, conosciuti con i termini in sanscrito Ida e Pingala. Lo stesso nome Hatha, come dicevamo, fa riferimento al movimento dell’energia in questi due canali. Ha indica il movimento verso l’alto dell’energia sul lato sinistro della spina dorsale e viene identificato con l’energia solare. Tha, invece, si riferisce al movimento di discesa dell’energia sul lato destro della spina dorsale, collegato all’energia lunare.

Dato che l’energia va su e giù lungo questi due canali, l’individuo viene mantenuto in uno stato di equilibrio. Il movimento verso l’alto a sinistra viene, in genere, associato alla salute, al coraggio, al buon umore. Esso viene anche correlato con la fase di inspirazione. Il movimento di discesa sul lato destro, invece, è associato allo scoraggiamento ed è collegato all’espirazione. A volte, queste energie possono risultare squilibrate e ci ci accorge di sentirsi nervosi, iperattivi, agitati.

In questo caso, ad esempio, l’energia maschile può risultare in eccesso ed è utile, con l’Hatha Yoga, dedicarsi ad una pratica calma e rilassata, che stimoli l’energia femminile. Al contrario, se ci si sente stanchi, pigri, apatici, è molto probabile che ci sia uno scompenso energetico di energia femminile. In questo caso, è bene dedicarsi ad una pratica più vigorosa, magari con asana che vadano a stimolare Manipura, il chakra del plesso solare.

Yin e Yang: l’equilibrio degli opposti

Molte discipline orientali si basano sull’energia vitale che permea l’universo, intesa come essenza della vita. Molte sono le polarità che ci parlano delle due energie, maschile e femminile, che formano l’unità del processo: giorno e notte, bianco e nero, sinistra e destra, sole e luna, inspirazione ed espirazione.

La coesistenza di queste due energie viene rappresentata con il simbolo del Tao, lo Yin e lo Yang, un cerchio diviso in parti uguali: una nera, che rappresenta l’energia lunare femminile, e una bianca, che rappresenta l’energia solare maschile. È importante notare che ogni parte possiede all’interno un puntino della sua parte complementare: il semicerchio bianco contiene anche un puntino nero e viceversa.

Caratteristiche dell’Hatha Yoga

Quando parliamo di Hatha Yoga, in genere ci riferiamo ad una pratica durante la quale si eseguono delle posizioni fisiche, con un ritmo lento e rilassato, per un’intensa attivazione muscolare e un profondo stato di rilassamento mentale ed emotivo. In genere, le lezioni di Hatha Yoga sono adatte a tutti, proprio perché lo yoga non significa competizione. Ogni asana, infatti, va adattata alle caratteristiche fisiche di ogni praticante, tenendo conto di struttura ed eventuali problematiche. In genere, ogni lezione di Hatha Yoga segue una precisa struttura.

Si inizia seduti, in posizione comoda, per entrare in contatto con il proprio interno e la propria respirazione. Quest’ultima, su cui si basa la pratica yogica, deve essere fluida, regolare. La respirazione, nello yoga, viene definita completa, perché parte dalla zona addominale, sale verso il petto e va verso le spalle, per permettere ai polmoni di riempirsi totalmente e poi, al contrario, di svuotarsi completamente, per espellere le tossine.

In questa posizione yoga, si possono fare anche degli esercizi specifici di pranayama, come Nadi Shodhana, la respirazione a narici alternate. Si procede, poi, a riscaldare tutte le parti del corpo. Successivamente, si passa all’esecuzione degli asana, includendo la pratica di Surya Namaskara, il saluto al sole, una sequenza dinamica di asana, che serve a riscaldare e a tonificare il corpo. La lezione comprende asana seduti, in piedi, posizioni di equilibrio, asana invertiti e tecniche di controllo del respiro. Ogni pratica di Hatha Yoga, poi, termina con un momento di rilassamento, fondamentale per permettere alla muscolatura di rilassarsi e alla mente di assimilare i benefici della pratica appena conclusa.

Quali sono i benefici dell’Hatha Yoga

I benefici dell’Hatha Yoga sono molteplici ed evidenti già dalle prime lezioni. Innanzitutto, praticare Hatha Yoga è utile per calmare il sistema nervoso, grazie all’importanza che si da alla respirazione e all’apprendimento di molte tecniche di pranayama. Respirare bene, infatti, è alla base di uno stile di vita sano. L’Hatha Yoga, dunque, è molto utile per eliminare stress, ansia, attacchi di panico, insonnia. Grazie allo sviluppo delle propriocezione, che si rafforza durante gli asana, si è in grado di conoscere sempre di più il proprio corpo e, dunque, come fare per rilassarsi quando si percepisce tensione.

In generale, poi, l’Hatha Yoga contribuisce a disintossicare l’organismo, attraverso dei massaggi effettuati dalle posizioni. La pratica di yoga aiuta anche a controllare il peso, attraverso l’apprendimento della consapevolezza del proprio corpo. Praticando regolarmente yoga, si nota anche un miglioramento della memoria, a breve e lungo termine, un aumento della flessibilità e dell’energia, della postura e del benessere psicofisico generale.

Le posizioni dell’Hatha Yoga

Le posizioni dell’Hatha Yoga vengono chiamate asana. Gli antichi saggi, chiamati Rishi, scoprirono i benefici degli asana imitando le posture delle piante e degli animali; infatti, molti asana riprendono il nome dalla flora e dalla fauna: posizione del gatto, posizione del cane a testa in giù, posizione dell’albero. Come già accennato, inizialmente le tradizioni dello yoga venivano tramandate oralmente, prima di essere raccolte in testi scritti.

Con il passare del tempo, quindi, molte posizioni hanno subito delle variazioni dalle originali. Questo ha comportato che alcuni asana vengono eseguiti in modo diverso a seconda delle scuole. Le posizioni dell’Hatha Yoga hanno un effetto benefico sul benessere psicofisico, perché stimolano la circolazione sanguigna, favoriscono l’eliminazione delle tossine e, accompagnate dalla respirazione, contribuiscono ad una migliore ossigenazione del corpo.

Secondo la visione classica, più orientale, gli asana agiscono anche a livello energetico, favorendo la circolazione del prana, cioè dell’energia vitale. Eseguendo con perseveranza gli asana dell’Hatha Yoga, si arriva a sciogliere le rigidità del corpo e, di conseguenza, i blocchi mentali ed emozionali. Il fine è quello di risvegliare la Kundalini, cioè l’energia evolutiva dell’uomo, situata alla base della colonna vertebrale. Questa energia sale, passando per i 7 chakra, cioè i centri energetici situati in determinate aree del corpo, fino ad arrivare ai centri energetici superiori, quelli più sottili, responsabili dello sviluppo dell’evoluzione della coscienza.

Posizioni dell’Hatha Yoga per l’equilibrio energetico

Nelle posizioni dell’Hatha Yoga è, dunque, sempre importante equilibrare ogni movimento con il suo opposto, per bilanciare le energie che scorrono nelle nadi. Ad esempio, quando ci si piega a sinistra, è importante piegarsi anche a destra. Se ci si piega in avanti, invece, è bene piegarsi anche all’indietro. Attraverso questi movimenti, infatti, l’energia si mantiene in equilibrio, elevando la consapevolezza.

Halasana e Pashimottanasana

Halasana è la posizione dell’aratro, con un effetto rinvigorente per il corpo e per la mente. Questa posizione si esegue con la schiena a terra, distesa sul tappetino, e le gambe rivolte all’indietro, con i piedi che toccano il pavimento dietro la testa.

È facile dedurre che la giusta contro-posizione per questa posizione deve essere un asana dove la schiena possa allungarsi in avanti. Pashimottanasana, la posizione della pinza, è ottima come posizione di bilanciamento dell’energia dopo la pratica, lasciandola libera di fluire nelle nadi.

Chakrasana e Balasana

Chakrasana è la posizione della ruota, un asana piuttosto avanzato, ma che coinvolge l’intera spina dorsale, andando a ricaricare di energia il corpo e la mente. Dal momento che questo asana comporta un’ampia apertura del petto, un’ottima contro-posizione può essere Balasana, la posizione del bambino, un asana di riposo e rilassamento, che non comporta particolari controindicazioni e può essere eseguita, spesso, tra una posizione e l’altra durante la pratica di Hatha Yoga.

Controindicazioni dell’Hatha Yoga

Abbiamo più volte ripetuto che l’Hatha Yoga ha degli effetti benefici su corpo, mente e spirito, andando ad agire su blocchi fisici e mentali, migliorando l’elasticità e il flusso di energia vitale. Quando ci si approccia allo yoga per la prima volta, però, è lecito avere dei dubbi sulle possibili controindicazioni. In primo luogo, è sempre opportuno rivolgersi ad insegnanti esperti, soprattutto se non si è pratici di attività fisica in generale e non si hanno nozioni di base dei movimenti del corpo.

Altro errore che, spesso, commettono i principianti è quello di considerare lo yoga come una performance per mettere in mostra le proprie capacità fisiche, con il rischio di farsi male. Lo yoga contempla la pazienza, la lentezza e non è assolutamente competizione. Altra raccomandazione è quella di rivolgersi prima ad un medico, soprattutto se si hanno dei problemi fisici. Ad esempio, se si hanno ernie, problemi alle ginocchia, agli occhi, agli organi interni, alla schiena, è sempre opportuno chiedere un consulto al medico di fiducia, per capire quali movimenti è meglio evitare del tutto.

Inoltre, occorre prestare molta attenzione quando si è in gravidanza. In questo particolare momento della vita di una donna, praticare yoga può essere molto salutare, ma è bene sapere che non tutti gli asana possono essere eseguiti, ma vanno adattati in base allo stato di ogni futura mamma. Infine, è bene porre l’attenzione su un aspetto importante dello yoga, quello emozionale.

Molto spesso, anche attraverso la meditazione, si possono amplificare stati emotivi come la paura, lo smarrimento e mettere la persona di fronte a sensazioni forti, che non si sa come affrontare. Il consiglio, dunque, è quello di procedere gradualmente, anche con la meditazione e, alla fine di ogni pratica, dare alla mente e al corpo il tempo di elaborare quanto sperimentato.

I libri utili sull’Hatha Yoga

I libri sull’Hatha Yoga disponibili in commercio sono molti e validi. Vediamo insieme una selezione di titoli per chi vuole approcciarsi allo studio di questa meravigliosa disciplina.

Anatomia dello yoga. Consigli per la corretta esecuzione delle asana

Questo libro, che potete comprare qui su Amazon, ti permetterà di conoscere l’Hatha Yoga per raggiungere una maggiore consapevolezza della mente e del corpo. In particolare, in questo testo puoi trovare tecniche di respirazione, una grande varietà di asana da comporre in sequenze adeguate ai principianti e ai più esperti.

Fotografie e illustrazioni ti spiegheranno quali muscoli vengono rinforzati durante l’esecuzione di un asana. Ci sono, quindi, istruzioni delle posizioni, con il nome in sanscrito e in italiano, completate da indicazioni su come allineare correttamente il corpo ed avviare un piano di lezioni quotidiano.

La Bibbia dello yoga per principianti: 30 posizioni essenziali illustrate per una salute migliore, sollievo dallo stress e perdita di peso

Con questo libro intraprenderai un viaggio interiore che ti riporterà allo stato di pace, gioia e felicità a cui si è destinati dalla nascita. Dall’esterno, lo yoga può sembrare un’iniziativa riservata a poche persone, ma non è così. Lo yoga non solo è accessibile a tutti, ma è anche facile da imparare se si ha il giusto stato mentale e i benefici sono visibili in poco tempo.

Infatti, diversi studi hanno confermato che una sola lezione di yoga per i pazienti di un ospedale psichiatrico è riuscita a ridurre significativamente tensione, ansia, depressione, rabbia, ostilità e affaticamento. Se i tuoi tentativi di yoga sono stati frustranti in passato, non preoccuparti: questo libro ti mostrerà passo dopo passo come sviluppare una pratica yoga che ti cambia la vita.

Hatha Yoga Pradipika. Una luce per dissipare il buio

Questo libro è uno dei testi più importanti dell’Hatha Yoga. Si pensa che sia stato scritto tra il sesto e il quindicesimo secolo prima di Cristo. Il termine Pradipika significa che si illumina da sé e viene solitamente tradotto come Luce sull’Hatha Yoga.

È un testo, infatti, che fa luce su problemi fisici, mentali, spirituali per i praticanti. Si sottolinea, inoltre, l’importanza di Yama e Niyama degli Yoga Sutra di Patanjali. L’autore, Swatarama, inoltre, pone l’attenzione su tecniche di purificazione del corpo e dei canali energetici, prima di passare alle pratiche di meditazione profonda.

Gli Yoga Sutra

Gli Yoga Sutra rappresentano una fonte di informazioni sullo yoga molto importante. Sono una raccolta di aforismi sulla pratica yogica, scritti da Patanjali nel terzo secolo a.C ed è grazie a questo testo che lo yoga ha iniziato a prendere forma. Infatti, prima degli Yoga Sutra, gli insegnamenti sullo yoga venivano trasmessi oralmente.

In questo libro troviamo soprattutto guide etiche e morali, che identificano il percorso dello yoga racchiudendolo in otto passi, gli otto rami dello yoga. In seguito, quando si è sviluppato il tantrismo, il corpo ha iniziato ad assumere sempre più importanza e si è iniziato ad usare il termine Hatha Yoga, che comprende, appunto, anche lo sforzo fisico.

Redazione

Uno staff di appassionati della pratica yoga in tutti i suoi stili.

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